L’olio, il prodigio di madre natura che si rinnova ogni anno

Written by admin. Posted in Novembre-Dicembre 2016

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Published on novembre 09, 2016

Editoriale di ELENA CAPUCCELLA

Direttore

L’olio di oliva, alimento principe dell’area geograficamente definita mediterranea, è un prodotto antichissimo e di pregio, definito dagli antichi “l’oro liquido”. Soggetto, per via del suo alto valore economico, a tantissimi tipi di sofisticazioni, l’Italia, insieme alla Spagna, è uno dei più grandi produttori di olio di oliva al mondo, ma nonostante ciò, a causa di un’elevata richiesta interna, è costretta ad importarlo. Meglio così, dal momento che stiamo parlando di un ottimo prodotto alimentare. Secondo la legge italiana, l’olio di oliva è “il prodotto ottenuto dalla spremitura dei frutti di Olea europea (Fam. Oleaceae), l’albero di olivo”. L’olivo è stata la prima pianta che l’uomo ha imparato a coltivare ca. 6.000 anni fa. Il motivo di questo interesse è dovuto al fatto che l’olio d’oliva è stato usato, oltre che per l’alimentazione, come unguento per gli atleti, come medicina per le ferite e per regolarizzare l’alvo, come prodotto di bellezza, come combustibile per rischiarare il buio della notte. Di conseguenza l’uomo ha sempre dedicato particolari attenzioni a questo arbusto che inizialmente era una specie selvatica e spinosa: grazie alla selezione genetica e agli esperti in agricoltura si sono ottenute le attuali varietà di maggior resa. L’olio di oliva, dunque, è il condimento da preferire in assoluto sia crudo, sia per cucinare. Il suo elevato punto di fumo (210°C per l’extravergine) ne fa uno dei condimenti più adatti per le fritture. L’olio di oliva ha tuttavia un altissimo valore energetico (899 Kcal per 100 grammi) e per tal motivo, nonostante le sue benefiche proprietà, è bene non abusarne. Questo alimento però deve avere determinate caratteristiche per essere considerato buono, digeribile e benefico per la salute. Attenzione soprattutto al colore, al sapore, al contenitore (anche il packaging è importante!) così come al metodo di conservazione dell’olio a casa propria. Nella classificazione merceologica degli oli lo scalino più alto è dato dall’olio extravergine di oliva (quello che non subisce trattamenti chimici), segue l’olio d’oliva (miscela d’olio con extravergine) e per ultimo quello di sansa. Dopo la seconda guerra mondiale, a partire dagli anni 60 si è verificato in Italia un vero e proprio “boom” nel consumo di oli diversi da quello di oliva: gli oli di semi. Questi oli erano già conosciuti nell’antichità. In Grecia si estraeva olio dalle noci, in Africa dal sesamo, in Anatolia dalle mandorle, in America dalle arachidi e dal mais, in Asia dalla soia. L’olio d’oliva però rimane ed è sempre stato il più richiesto e il più pregiato dal punto di vista gastronomico e non solo. Sono infatti molte le qualità dell’olio d’oliva, un ritrovato normalmente noto per i suoi benefici a livello alimentare, nonché per l’elevata diffusione all’interno della “dieta mediterranea”. Al benessere interiore e dell’organismo in generale, però, si aggiungono anche benefici per l’applicazione esterna, considerato l’unico potenziale di nutrienti, vitamine, grassi e acidi “amici” dell’epidermide. Dunque l’olio, elisir di benessere e bellezza!

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