La Chianina, i bianchi buoi di Bevagna e l’origine degli Etruschi

La tradizione antica ricorda i grandi buoi bianchi di Mevania (odierna Bevagna) come preferiti per i più solenni sacrifici romani. Si riteneva che il candore e la bellezza di questi animali fossero dovuti al loro rapporto con le sacre acque del Clitunno. Siamo in territorio storicamente appartenente all’Umbria, che il corso del Tevere divideva dalla contigua Etruria. La ricerca archeologica ha oggi mostrato che il confine tra Etruschi e Umbri non è sempre stato una frontiera; la saldatura idrografica tra Valle del Tevere e Valle Umbra ha costituito anche una sorta di saldatura culturale tra le popolazioni delle sponde opposte. Tanto più questo è avvenuto per i percorsi dei pastori e delle mandrie che, per millenni, dai pascoli estivi dell’Umbria montana andavano a svernare su quelli dell’Etruria costiera. 
Così non stupisce che una razza bovina come la chianina, che prende il nome moderno dalla Val di Chiana toscana – dunque etrusca – sia stata in passato un patrimonio comune di Umbri ed Etruschi e che i grandi e bianchi buoi dell’umbra Mevania fossero geneticamente parenti di quelli delle vicine terre etrusche. 
Sta di fatto però che si tende a considerare la chianina una razza tipicamente etrusca, dunque toscana, infatti recenti ricerche sul DNA mitocondriale dei bovini italici hanno riaperto in maniera eclatante l’annoso problema delle origini degli Etruschi stessi. L’etruscologia italiana aveva scelto di rinunciare alla questione dell’origine (autoctona o migrazione dall’Anatolia?) di questo popolo, preso atto che esso si manifestò culturalmente solo nelle sedi dell’Etruria storica, cioè principalmente in Toscana e in parti dell’Umbria e del Lazio. Di conseguenzaera ininfluente trovarne una più remota origine. 
Ora, la genetica ha dimostrato che la razza chianina ha moltissime caratteristiche comuni con bovini dell’Anatolia occidentale piuttosto che con i bovini del resto d’Italia e d’Europa, e si è pensato che siano stati proprio gli Etruschi a importarli in Italia al tempo della loro migrazione da quelle terreSi è cercata la prova definitiva sottoponendo ad analoghe analisi il DNA di alcune popolazioni umane della Toscana e della Turchia odierne e si sono così riscontrate straordinarie somiglianze, non spiegabili senza presupporre una remota migrazione, anche se ancora non è chiaro l’orizzonte cronologico in cui si sarebbe svolta. 
La razza chianina potrebbe dunque essere una sorta di prova zoologica dell’antichissima provenienza orientale degli Etruschi; ciò non toglie tuttavia che, molti secoli dopo l’introduzione e diffusione di questa razza in Italia centrale, i sacerdoti romani preferissero i grandi buoi bianchi della valle dell’umbro Clitumnus (Clitunno) a quelli dell’etrusco Clanis (Chiana).

Paolo Braconi

Docente del Corso di Laurea Ecocal dell'Università degli Studi di Perugia