Scappo dalla città – la vita, l’amore e le vacche

Divertente commedia del 1991 dal notevole esito commerciale, Scappo dalla città – la vita, l’amore e le vacche è la storia di tre amici che devono ancora trovare una loro dimensione, nonostante tutti e tre siano sulla quarantina: Phil sopporta a malapena il suocero invadente e l’insostenibile moglie (finge di dormire quando è con lei per non doverle parlare), Ed è un donnaiolo incallito che non si accontenta della giovane e attraente compagna che gli chiede inutilmente di metter su famiglia, e il terzo, Mitch (Billy Crystal), è vessato dal capo ufficio ed è in piena crisi di mezza età. Decidono quindi, dopo che l’ultima vacanza alla corrida era finita piuttosto male (Mitch era stato incornato al posteriore) di partire per una vacanza ancora più insolita: due settimane in Texas a fare i cowboy, lontano dal trambusto cittadino e tra vacche, cavalli e imprevisti vari. Ne combineranno di tutti i colori prima di riuscire a condurre in salvo una mandria e soprattutto a trovare ciascuno la propria strada: nel mezzo incontreranno il rude vaccaro Jack Palanceche per questo ruolo faceto vinse un tardivo Oscar dopo una lunga carriera ricca di interpretazioni seriali di villain in molti western, tra cui alcuni girati in Italia – poteva vantare un curriculum davvero notevole e fu diretto da alcuni tra i maggiori registi della storia del cinema, da Kazan a De Sica, da Godard a Tim Burton.  
Billy Crystal, che veniva dal successo di Harry ti presento Sally e qui è anche produttore, non se la cava male a fare il turista disorientato e in crisi esistenziale, ma il valore aggiunto è proprio lui, Palance, che tra una gag e l’altra, dispensa lezioni di vita al protagonista. Gli altri due se la cavano modestamente, senza infamia e senza lode, e lo stesso vale per tutti gli altri interpreti. Ma va benissimo così, l’importante è non sciupare le battute. Il film è molto cinefilo – tra titoli citati esplicitamente (La mosca, Un tranquillo weekend di paura, Il fiume rosso) e non (Balla coi lupi) – e ha una sua morale non banale: solo nel momento del pericolo e della difficoltà ci si può conoscere davvero e si può capire il valore dell’amicizia e delle cose veramente importanti. E, alla fine, Ed deciderà di mettere la testa a posto, Phil di ricominciare da zero e Mitch si riconcilierà con la famiglia seguendo la lezione di mastro Palance«Il segreto della vita è una cosa soltanto, sceglila, afferrala e tienila stretta, tutto il resto non conta».