Declinazione di un brand

NOBLESSE OBLIGE 

Il Prosecco raggiunge la sua massima espressione a partire dall’anno successivo alla vendemmia, e va servito a una temperatura tra i 6 e gli 8 gradi, in un calice a tulipano piuttosto ampio. Ma c’è di più: Riedel, la storica casa produttrice di bicchieri, anni orsono ha inventato il calice Vinum Extreme Prosecco Superiore che, col suo lungo stelo, può essere impugnato tenendo la mano lontana dal bevante. Per non parlare della forma, perfetta per sentire i profumi, tanto da farne ancora il miglior calice da degustazione presente sul mercato, consigliato anche dal Consorzio Tutela Prosecco Superiore DOCG.  


GHIACCIO NEL VINO

Il Prosecco ha senza dubbio contribuito a sdoganare la presenza del ghiaccio nel vino, lasciando ai cocktail – facili da bere e da una più giovanile allure – la possibilità di dilagare. È pur vero che il famigerato Aperol Spritz mescola il vino al ghiaccio, ma quest’ultimo provoca una veloce sgasatura e inibisce la sensazione di freschezza data dall’acidità. I trend però parlano chiaro: a guidare la rivoluzione sono i nuovi anziani, tra i 65 e 79 anni, che, da utenti moderni quali sono, trascinano i consumi verso le disimpegnate lande dei vini cocktailizzati. 


L’IMPRESCINDIBILE PRESENZA DELLE API

Alcuni studi hanno dimostrato che nella cultivar della Glera la presenza delle api aumenta lo sviluppo dei frutti e i lieviti per la fermentazione. Allo stesso modo, l’industriosità dei piccoli insetti diminuisce l’acinellatura – acini poco sviluppati – e mitiga gli attacchi di botrite, cicatrizzando quelli rotti. 


UN PANE DA DEGUSTAZIONE

In occasione di Vinitaly 2018, gli studenti della scuola di ristorazione Dieffe hanno inventato nientemeno che il Pan da Vin, una sorta di cracker da abbinare proprio alle degustazioni di Prosecco. Studiato per mantenere la sua croccantezza a lungo, è costituito solo da ingredienti veneti – farina di frumento 0, acqua naturale, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole e sale. In un certo senso, la versione 2.0 dei classici cichèti, gli spuntini serviti nelle osterie dei bàcari veneziani assieme ai vini in calice. 


UN (CALORICO) LUSSO QUOTIDIANO

Il Prosecco è ormai diventato un brand, tanto che le persone lo ordinano declinandone il nome. Non potevano dunque mancare gli emulatori. Il produttore britannico Thomson & Scott pubblicizza lo Skinny Prosecco, con soli 7 g di zucchero al litro, invece di 14. Peccato che non possa beneficiare delle stesse caratteristiche climatiche e geologiche che fanno del nostro Prosecco un prodotto unico nel suo genere. 

Eleonora Cesaretti

Giornalista e Dottoressa in Informazione, Editoria e Giornalismo