Wine bar

Aprire un wine bar può essere un’idea economicamente vincente e una sfida appassionante, a patto che si scelga di scommettere sulla bontà del prodotto e sulla raffinatezza dell’offerta. Diciamoci la verità: il buon vino può fare miracoli. Non solo perché riesce a esaltare il gusto dei cibi a cui si accompagna, ma anche perché riesce, quasi sempre, a creare un’atmosfera intima tra i commensali che si ritrovano a berlo in compagnia. 
Sia ben chiaro, non dovete per forza puntare all’apertura di un’attività di élite – il vino è un prodotto di ampio consumo – ma mirare a proporre una soluzione di qualità. Il consiglio è quello di partire dall’elaborazione di un dettagliato businnes plan, meglio se aiutati da un esperto, che vi permetta di diradare le nebbie sul da farsi.
Da non sottovalutare è anche la scelta del luogo: per aprire un’enoteca non servono spazi eccessivamente grandi, ma l’eventuale avvio di un wine bar dovrebbe spingervi a preferire locali sufficientemente comodi, dove i clienti possono consumare e sorseggiare il proprio bicchiere di vino in tranquillità. È consigliabile anche individuare un posto che si trovi lungo una strada transitata e che sia dotato di parcheggio.
Particolare attenzione dovrà essere destinata anche all’arredo del locale: se riuscirete a creare un ambiente caldo, accogliente e sufficientemente ricercato, i clienti – attirati anche da corsi di degustazione o da serate a tema – non dovrebbero mancare.
Chi aspira a gestire un locale di questo tipo deve essere in possesso di un diploma di scuola alberghiera o, in alternativa, certificare un’esperienza lavorativa di almeno due anni nel settore turistico-alberghiero. In mancanza di uno di questi due requisiti, occorrerà frequentare un corso SAB (somministrazione alimenti e bevande), che prevede il rilascio di un apposito certificato. 
L’avvio di un’enoteca wine bar implica anche l’obbligo di conseguire la certificazione HACCP, che attesta la conoscenza delle norme igieniche e comportamentali da rispettare quando si servono cibi e bevande ai clienti. 
Non finisce qui: sul fronte burocratico, occorre presentare al Comune la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) che consente di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva, ottenere il nulla osta dell’ASL – che deve attestare il rispetto delle normative igienico-sanitarie – e richiedere il rilascio della licenza alcolici all’Agenzia delle Dogane: chi non lo fa, rischia di incorrere in sanzioni salatissime. Ottenute tutte le autorizzazioni del caso, non resterà che procedere all’apertura di una partita iva e iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.
Aprire un wine bar con interni nuovi e di tendenza potrà comportare un investimento iniziale: per un locale di 50 metri quadrati si calcolano circa sessanta-settanta mila euro – cifre indicate da aziende produttrici arredo e da esperienze professionali. Ma se sceglierete di gestire un locale che consenta agli amanti del buon vino di sorseggiarlo in abbinamento a qualche piatto veloce, dovrete mettere in preventivo cifre ben più alte. Prosit!

                

Andrea Rocchi

Interior Designer