La casetta di Hansel e Gretel, il quarto Re Magio e il Natale

«Ma chi lo avrebbe detto che lo zenzero in fondo è il vero fulcro del Natale

Non il Presepe, non Gesù bambino ma lo zenzero.

Oh pianta che provieni dall’Oriente il cui rizoma è usato come eupeptico,

Sapete poi cosa vuol dire eupeptico, significa che ti fa digerire».

Elio e le Storie Tese, Natale allo zenzero (2005)

Con la solita stravagante ironia, Elio e le Storie Tese sostengono che lo zenzero è inscindibile dall’idea del Natale. In effetti, in molte regioni dell’Europa del Nord e dell’Est, il pan di zenzero è per eccellenza il dolce natalizio, usato per creare addobbi, doni e portafortuna.
Di pan di zenzero era anche la casetta di Hansel e Gretel che, nella traduzione dal tedesco all’italiano diventa però di marzapane, la dolce pasta di mandorle portata dall’Oriente dai veneziani che con pan di zenzero (Lebkuche in tedesco) non ha nulla a che vedere.
Ma perché il pan di zenzero farebbe tanto Natale? Tra le possibili spiegazioni, Wikipedia riporta quella legata a un quarto re magio, storia conservata in un testo latino altomedievale – la pseudo Beda. Oltre ai tre canonici magi, ce ne sarebbe stato un altro che recava in dono a Gesù un cofanetto con radici di zenzero. Fu costretto, però, a fermarsi in Siria, dove il rabbino che lo accolse gli raccontò come il suo popolo stesse aspettando un re, che sarebbe apparso a Betlemme – casa del pane in ebraico. Per vigile memoria del suo avvento, il rabbino faceva realizzare ai suoi discepoli casette di pane, che il magio, da ospite riconoscente, consigliò di migliorare aggiungendo il suo zenzero.
Non siamo riusciti a trovare riscontro puntuale della fonte citata per questa storia, che ha tutta l’aria di ispirarsi a quella del quarto re magio con le perle, da tempo nota. Questa nuova versione sembra avere la pretesa di spiegare in un sol colpo l’invenzione del pan di zenzero, il suo legame col Natale e di costruire un nobile e sacro modello ispiratore per la casetta di Hansel e Gretel.
Del resto è già successo che lo zenzero si sia rivelato un potente stimolante della fantasia – non solo della digestione. Nel 1963 Hans Traxler pubblicò in tedesco La vera storia di Hansel e Gretel. Ricorrendo a un archeologo delle fiabe (Georg Osseg), a reperti e a documenti, Traxler scoprì che nel 1647 due fratelli pasticcieri (Hans e Grete Matzler), invidiosi del successo della loro concorrente Katharina Schraderin, la uccisero e la bruciarono nel forno per rubarle la ricetta del suo eccezionale pan di zenzero. A questo fatto di cronaca nera si sarebbero poi ispirati i fratelli Grimm per la nota fiaba.
Nonostante si tratti di un’ingegnosa invenzione divenuta caso letterario, c’è ancora chi pensa che sia una storia vera. In Italia il libro di Traxler porta il titolo La strega e il pampepato: la vera storia di Hansel e Gretel. Da notare che qui il Lebkuche (pan di zenzero) è reso con pampepato e non con marzapane. Ambedue le traduzioni escludono lo zenzero, anche se la resa con pampepato sembra più aderente al testo tedesco, poiché nei paesi del Nord pan di zenzero e pampepato sono quasi sinonimi (Lebkuche-Pfefferkuche), segnalando quella contiguità tra le due spezie piccanti che, anticamente, fece addirittura ritenere che lo zenzero fosse la radice dell’albero del pepe.
In ogni caso, le due traduzioni rendono per noi meglio di pan di zenzero l’emozione sensoriale provata dai due fratellini sperduti e affamati nella foresta: quella dolce casetta, per Hansel e Gretel, sapeva proprio di Natale.

Paolo Braconi

Docente del Corso di Laurea Ecocal dell'Università degli Studi di Perugia