Zenzero superstar

Tra gli ingredienti del benessere, la superstar è lo zenzero. Regalare sapore e digerire meglio: ecco le spezie, e lo zenzero le domina tutte. Dalle proprietà agli usi in cucina, alcune curiosità sulla radice dell’anno. Il nome indica il rizoma, in cucina a donare sapore e in medicina come eupeptico, aromatico, dal retrogusto piccante, che viene utilizzato fresco, gustosamente candito o in polvere. «È secco e caldo e possiede numerose proprietà, delle quali alcune meritano di essere nominate […] Se mangiato al mattino e alla sera, permetterà agli uomini di mantenere la loro abilità sessuale» (Liber Herbarum, XVIII secolo, Danimarca), a dimostrare che ancora nel 1700 si attribuivano allo zenzero miracolose proprietà afrodisiache. Elemento considerato rovente, era il suo aspetto corroborante ad attrarre i popoli orientali, che da millenni lo assumevano pestato con miele per rinvigorire le prestazioni sessuali. Le medichesse medievali, Trotula e Ildegarda di Bingen, lo prescrivevano contro la peste e come valido rimedio contro il mal di mare.
Nel Trecento Geoffrey Chaucer (The Canterbury Tales), scriveva rapito: «Piante di ginger verde e pallida liquirizia, e chiodi di garofano che offrivano la loro dolcezza insieme alla noce moscata da mettere nella birra…o da conservare in uno scrigno». Lo zenzero fresco ha un aroma agrumato e intenso di resina, pinoli e scorza di limone, e dona un’esaltazione piccante omogenea grazie al magico corredo dei gingeroli. Sollecita quindi i piaceri del palato a tutte le latitudini della terra: lo sanno molto bene in Giappone, dove creano il gari, fettine di zenzero fresco marinate in aceto e zucchero, che assumono un intenso colore rosa. La mano – così viene chiamato il rizoma, che deve apparire pieno e fermo al tatto quando è tagliato e non troppo fibroso – si conserva al fresco in un barattolo ermetico, se in polvere va conservato in un luogo buio, fresco e asciutto per evitare che si ossidi velocemente. I vietnamiti e i thailandesi pongono lo zenzero in un recipiente di sabbia finissima, mentre ai Caraibi usano chiuderlo in un contenitore con vino bianco che poi viene utilizzato in cucina per carni e salse. E passiamo alla gola. Splendido grattugiato fresco in insalate con ananas e mela verde; con il pesce, crudo e nelle marinate; in aggiunta al mazzetto aromatico per il bollito; in polvere, insaporisce le zuppe calde e, negli stufati di carne, si aggiunge a cannella, pepe e chiodo di garofano, secondo una antica tradizione del Kashmir; nei piatti a base di riso, pollo, pesce e uova si utilizza tagliato a fettine come le patate; nei dessert da forno si usa in polvere, su creme al cucchiaio o gelati va grattugiato fresco, candito nella golosa torta di cioccolato; nei cocktail, fresco, viene abbinato a rhum bianco, lime, arancia e zucchero di canna. Ginger Ale e Ginger Beer, bevande tipiche dei Paesi anglosassoni, affiancano il gingerbread, pane speziato utilizzato per produrre anche biscotti dalla forma di omino. Spezia, condimento, rimedio curativo, lo zenzero appare in molti racconti antichi e moderni, da Le mille e una notte fino a Shrek. (Vi ricordate Zenzy/Gingy – l’omino di pan di zenzero?)

Marilena Badolato

Antropologa, Scrittrice, Giornalista, Critico Enogastronomico, Blogger