Bugs Bunny è invincibile

Ammetto di essere andato un po’ in crisi quando mi è stato comunicato il tema di questo numero. Sicuramente siete arrivati a questa rubrica sapendo ormai tutto del coniglio, i tagli, le proprietà e l’apporto nutrizionale e, non so perché, ma quando penso al coniglio vedo fiumi di patate al forno e sento il loro odore, quello tipico delle 12:00 di domenica, prima di pranzo.
Tornando all’argomento principale, il mio lavoro è trovare prima di tutto collegamenti impossibili fra il nostro quotidiano e il mercato, quindi oggi è mio dovere trovare un collegamento fra l’argomento della rivista e questa rubrica.
Dopo interminabili minuti a fissare i prototipi di alcuni pack qui accanto a me, ecco la soluzione: è arrivata rosicchiando una carota e dicendo «Ehm… che succede amico?».
Sì, è proprio il famosissimo Bugs Bunny.
L’amatissimo coniglio (che coniglio, in realtà, non è) dovrebbe essere studiato in tutte le scuole che si occupano di pubblicità e portato come esempio per spiegare la potenza di un’immagine.
Il coniglietto pazzo nasce nel 1938, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, e attraversa questo momento di crisi combattendo i nemici degli Stati Uniti, guidando la rinascita economica dell’Occidente post conflitto incarnando la figura del vincente e dello sbruffone.
Sappiamo che i vincenti e gli sbruffoni, soprattutto quelli che come lui tendono a imbrogliare, alla lunga risultano noiosi, a meno che non vengano posti di fronte ad avversità e nemici molto più forti di loro, giustificando quindi i loro metodi non proprio ortodossi che lo trasformano da semplice imbroglione a genio.
Bugs Bunny è invincibile, ha sempre successo in qualsiasi situazione; è senza paura, ogni sua postura comunica tranquillità ed è sempre circondato dalla prosperità. Mangia sempre carote (che non sono un alimento così nutriente per i conigli). L’avete mai visto cogliere le sue carote? Io no.
Una volta che questo personaggio fa breccia nella mente, modella il nostro pensare e reagire, soprattutto se la mente esposta è ancora in costruzione come quella di un bambino. In una società dove il successo è tutto, Bugs Bunny diventa il medium e il messaggio.
Oggi i valori sono cambiati e per un’azienda fare un lavoro del genere (vedi Carosello) è anacronistico, però ci aiuta a ricordare che dobbiamo parlare al nostro pubblico con un linguaggio che conosce e cercare di interpretare i suoi desideri.
Bugs Bunny era l’uomo di successo, che di fronte alle sfide del proprio tempo vinceva con qualsiasi mezzo, senza dimenticare però il relax e la bella vita: mettetegli degli occhiali e un bel vestito grigio, sostituite la carota a un sigaro, et voilà! Non ditemi di non esservi mai immaginati così… e chissà come mai.

Emanuele Rocchi

Pubblicità, Strategia, Brand Identity