Verso la fitoalimurgia

Quale sarà il futuro dell’alimentazione? C’è chi sostiene possa essere rappresentato dalla fitoalimurgia, cioè lo studio, la conoscenza e l’utilizzo delle piante spontanee per fini gastronomici. Perplessi? Il mio amico Alberto Bencivelli (laureato in Agraria, specializzato in Fitoiatria, ricercatore universitario, dirigente di multinazionale e responsabile di un’azienda agraria di 4.000 ettari, nonché storico collaboratore delle Edizioni Frate Indovino) nell’introduzione del libro di cui vi dirò più avanti, scrive: «L’impiego di piante spontanee nell’alimentazione delle famiglie era una necessità esistenziale, che si rinnovava con puntualità in occasione delle guerre, quando gli uomini erano impegnati sui fronti e mancava la forza lavoro nei campi. Se questo può consolare chi non riesce a prescindere dal modello gastronomico americano sappia che dell’esercito degli Stati Uniti prevedeva, fino a qualche anno fa, un manualetto di fitoalimurgia preparato da esperti, da utilizzare per il riconoscimento e il modo di consumare piante spontanee per sopravvivere in situazioni particolari. Attualmente la ricerca di piante spontanee con scopi commestibili non ha più finalità di sopravvivenza, ma sta recuperando l’interesse delle persone per diversi motivi, fra cui – non per ultimo – il fatto di riscoprire sapori nuovi (ma antichi dei quali si è sentito parlare), diversi dai soliti menu. 
Non è di importanza secondaria il fatto che la gran parte delle piante spontanee contenga sostanze capaci di esercitare benefici effetti sulla salute. Queste conoscenze, maturate nei tempi antichi e tramandate dalla tradizione popolare, hanno quasi sempre trovato recente conferma da studi scientifici sempre più approfonditi che, salvo rarissime eccezioni, hanno confermato quanto empiricamente conosciuto da secoli se non addirittura aggiungendo ulteriori interessanti proprietà. Tali studi hanno permesso di identificare i componenti responsabili dei benefici sulla salute, ma anche di scoprire nuove applicazioni delle erbe per curare, alleviare o prevenire patologie di vario tipo». Invece di assimilare questi principi attivi in pillole o iniezioni, si potrebbero preparare e assumere in intelligenti quanto gustosi abbinamenti! Noi di Frate Indovino abbiamo raccolto la sfida e l’abbiamo rilanciata nel volume curato da Alberto Curarsi a Tavola nel quale vengono non solo descritte 54 specie vegetali spontanee, ma anche come riconoscerle, come e quando raccoglierle, le loro proprietà salutari, etc. Grazie all’utilizzo di tali piante (o loro miscele) vengono descritte oltre 400 ricette di facile preparazione, alcune derivate dalle tradizioni locali, altre tratte dai testi di famosi cuochi, il tutto corredato da centinaia di foto originali. Il successo editoriale di quest’opera già offre un’indicazione molto chiara: la strada intrapresa non è quella sbagliata!