Umbria Jazz Festival e l’impatto sulle attività

Torniamo sul convegno dal titolo Umbria Jazz: non solo musica in cui sono stati presentati e discussi con gli stakeholders cittadini e regionali i risultati dell’edizione 2019. In particolare ci si sofferma sui dati prodotti dai ricercatori del Corso di Laurea in Economia del Turismo dell’Università di Perugia che lavorano sui temi del marketing turistico e del destination management.
L’intervento ha, infatti, presentato una serie di interessanti dati sui benefici che l’organizzazione dell’evento produce sul sistema turistico-commerciale di Perugia (in particolare sul centro storico): commercianti, strutture ricettive, musei e attrazioni culturali.
In questa sede, considerati gli interessi dei lettori della rivista, si focalizza l’attenzione sui risultati emersi per i commercianti. In modo sintetico e intuitivo nel grafico vengono illustrati i risultati prodotti dal festival in termini di incremento/decremento del volume d’affari delle attività commerciali in senso lato, localizzate entro il centro storico del Comune di Perugia. I dati provengono da 175 interviste dirette effettuate, nei giorni immediatamente successivi al festival, dagli incaricati di UJ provvisti di tesserino di riconoscimento.

 

 

Come è possibile vedere dal grafico, l’evento non produce rilevanti effetti negativi. I casi in cui i rispondenti hanno dichiarato una diminuzione del fatturato sono, infatti, molto esigui e in generale collegabili all’ubicazione dell’attività in area non direttamente coinvolta dalla manifestazione. Si può anche notare come l’evento impatti positivamente sui ricavi di tutte le tipologie di attività e produca incrementi significativi delle entrate (2-40%) per molte di esse; produce, in particolare, un aumento rilevante (>40%) con riferimento a fast food, ristoranti, bar-gelaterie e tabaccherie.
Questi dati certificano – oltre all’importanza dell’evento in oggetto per la Città di Perugia – anche e soprattutto l’importanza di questa tipologia di manifestazione per gli esercizi commerciali con somministrazione di cibo e bevande. Dal punto di vista delle implicazioni manageriali appare evidente che tali attività dovrebbero considerare gli eventi come parte integrante del proprio business. In altri termini, gli esercenti che vogliano lavorare con una clientela non locale  dovrebbero uscire dalla logica passiva di chi aspetta gli eventi come miracoli che calano dall’alto (magari finanziati dall’ente pubblico). Questi imprenditori dovrebbero adottare, invece, pratiche pro-attive che vadano dall’intercettazione di organizzatori di eventi che sono alla ricerca di location alla creazione di vere e proprie strutture predisposte per l’ideazione, la creazione e la gestione collettiva di eventi.

Fabio Forlani

Ricercatore e Docente di Marketing delle Imprese Turistiche presso il Corso di Laurea in Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Perugia Sede di Assisi