Serranova, per coltivare bio

Coltivare prodotti 100% biologici e avere frutta e verdura sempre freschi: è ciò che consente il progetto di Stefano Chiocchini, architetto, designer e titolare dello studio Chiocchini&Partners di Perugia che ha realizzato Serranova, una serra modulare che permette di coltivare in modo innovativo gli ortaggi.
Si basa su un metodo di stimolazione naturale che utilizza la fotoluminescenza (con luce naturale e luce fluorescente), aumentando la velocità di risposta e garantendo una resa eccellente – fino a 3 o 4 volte rispetto alla norma – della crescita delle piante. In questo modo, esse possono essere coltivate anche di notte e durante le giornate nuvolose.
Un progetto ecosostenibile e perfettamente green, molto apprezzato dai consumatori italiani che sono disposti, sempre di più, a spendere per avere prodotti e servizi biologici.


La serra, inoltre, garantisce la diminuzione dei rischi di attacco da parte dei parassiti e delle malattie, ma senza ricorrere ad antiparassitari o ad altri prodotti chimici: un innovativo sistema permette l’attivazione di un fungo-microrganismo che, posizionato nel vaso di coltivazione, riduce in modo esponenziale il rischio di attacco da parte di batteri; esso è coadiuvato da Amy, una tecnologia di depurazione e purificazione che rende salubre l’aria della serra. L’effetto è quello della pioggia durante un temporale: l’acqua, attraversando l’aria, spinge a terra le particelle in sospensione attivando un processo di depurazione naturale.
Le piante vengono coltivate all’interno, in un vaso che contiene un complesso di miscela di torba e cocco unita a fertilizzanti organici con uso di micorriza e trichoderma, tutti materiali di provenienza biologica certificata. Con questo metodo si ottiene un aumento di circa il 20-25% di zuccheri in un pomodoro e del 20% di oli essenziali nelle spezie aromatiche come basilico e menta; anche il profumo delle piante è maggiore, così come la robustezza e conservazione. Persino i vasi rispettano l’ambiente: i materiali – uno su tutti, la fibra di cocco – sono di origine naturale, biologici ed ecosostenibili.
Infine, va sottolineato che l’impianto è a ciclo chiuso, produce l’energia che consuma ed è dotato di un sistema di ottimizzazione dell’uso dell’acqua: raccoglie quella piovana, la purifica e l’accumula in serbatoi, per poi impiegarla nel sistema d’irrigazione. Può essere aggiunto – su richiesta – un impianto fotovoltaico e la presenza di una strumentazione domotica facilita la gestione.
La serra, che ha diverse dimensioni, può essere utilizzata da aziende agroturistiche sia per l’autoproduzione sia per la vendita, dai condomini, dai Comuni – che così possono offrire, nei parchi urbani e di quartiere, un servizio agli abitanti – e dai singoli privati, che in questo modo possono coltivare vegetali in casa senza impiegare grandi superfici.
La serra realizzata per la ristorazione – e presente all’interno di A Porte Aperte – conferisce un sicuro valore aggiunto al locale che potrà così avere la disponibilità, a vista del cliente, di piante e erbe aromatiche biologiche. Un’esperienza da raccontare e tutta da gustare.