Cento anni dalla nascita di Federico Fellini

«Adesso siamo a tavola, un piccolo pied-à terre sopra lo studio numero 5. Verdura, formaggi, bresaola, una bottiglia di Gavi. “I momenti più esaltanti per me” dice il Maestro “sono quando si monta il set e quando, girata l’ultima scena, si smantella”» (tratto da La sera andavamo in Via Veneto, intervista a Federico Fellini di Eugenio Scalfari, 1979).
Sul filone della celebrazione dei centenari che ricorrono quest’anno, il presente articolo è dedicato a Federico Fellini, nato a Rimini il 20 gennaio 1920. È stato un regista cinematografico tra i più innovativi, per la narrazione immaginifica e onirica di una società rappresentata come crudele, che non fa sconti a nessuno. Lo scenario è popolato da personaggi strani, surreali a volte, ma tutti accomunati da una struggente solitudine. Per questa sua vena innovativa è stato premiato con cinque Oscar: nel 1957 per La strada (1954), nel 1958 per Le notti di Cabiria (1957), nel 1964 per 8 ½ (1963), nel 1976 per Amarcord (1973) e nel 1993 con un Oscar alla carriera.
Il Touring Club Italiano ha lanciato la campagna Passione Italia per promuovere il territorio italiano, viaggiando da casa attraverso i canali social. All’interno della nuova Guida Verde Emilia Romagna vi è un omaggio a Federico Fellini, con un percorso d’autore a lui dedicato. La sua Rimini è lontana dallo stereotipo della spiaggia e del divertimento notturno: ne I Vitelloni la vicenda si svolge d’inverno e le scene si concentrano in Piazza Cavour, ritrovo di indolenti e perdigiorno, e sulla stazione ferroviaria, metafora di un desidero di fuga mai messo in atto. Altri luoghi che le sue opere cinematografiche omaggiano sono il cinema Fulgor, il palazzo della Camera di Commercio e il molo. È sempre Rimini, anche se ricostruita oniricamente a Cinecittà, quella di Amarcord del 1973, parola che in dialetto romagnolo significa Io mi ricordo. La vicenda è ambientata nel periodo fascista e narra, enfatizzandone la caricatura, le vicende di personaggi normali che interagiscono con altri fantastici, quali la prosperosa tabaccaia o il magico conte di Lovignano. Il tutto è visto attraverso gli occhi di un adolescente. Una curiosità: nella scena del lancio di palle di neve, compare tra i bambini il futuro cantante Eros Ramazzotti.
Fellini nasce come giornalista umoristico e fumettista e, andando al piano terra del Museo della città a Rimini, si può ammirare la sala inaugurata nel 2012 che ospita il Libro dei sogni, contenente due album originali con gli schizzi e i disegni del Maestro.
A dicembre dello scorso anno, a Castel Sismondo, è stata inaugurata la mostra Fellini 100 – Genio immortale (con il logo firmato da Paolo Virzì) che, nel periodo di chiusura al pubblico, è stato possibile apprezzare attraverso una visita guidata virtuale che conduce fino a Roma e negli Stati Uniti.
Per la fine del 2020 si spera possa trovare compimento la nascita del Museo Internazionale Federico Fellini che si snoda tra Castel Sismondo, il Teatro Galli e la Casa del Cinema Fulgor.
Fellini e la moglie Giulietta Masina, sua musa ispiratrice che Charlie Chaplin definì «l’attrice che ammiro di più», riposano nel cimitero monumentale di Rimini. Sulla loro tomba troneggia l’opera Le Vele dello scultore Arnaldo Pomodoro, una prua monumentale in bronzo che vuole non solo omaggiare un artista la cui grandezza poetica va oltre la morte, ma anche testimoniare un legame profondo d’amore, una complicità al di là dei limiti temporali.

Rita Rossetti

Console Touring Club Italiano