Il peso naturale

Nella società attuale, fattori socio-culturali e individuali stimolano un’eccessiva preoccupazione per l’immagine corporea, insoddisfazione e tendenza ad associare il proprio valore personale all’apparenza fisica. Le preoccupazioni estetiche si focalizzano principalmente sul peso, con il frequente ricorso a diete ipocaloriche. La sindrome da yo-yo, alternando cali e aumenti ponderali, è noto esporre al sovrappeso, instaurando il circolo vizioso caratterizzato da restrizione-disinibizione-colpa, allarme-restrizione.
Keys, negli anni Cinquanta, dimostrò che la restrizione alimentare e la perdita di peso determinavano modificazioni psicobiologiche e sociali che conducevano, nella maggioranza dei casi, a riprendere peso.
Il nostro organismo, in realtà, tende a mantenere un peso ragionevole entro un intervallo di 3-4 kg, (peso naturale), attraverso meccanismi fisiologici che mirano a mantenere un equilibrio costante.
Essendo il peso corporeo l’espressione del bilancio energetico tra entrate e uscite caloriche, ne consegue che il sovrappeso deriva da un prolungato bilancio in cui le entrate alimentari superano le uscite (metabolismo basale, termogenesi, attività fisica). La regolazione dell’orologio biologico è fondamentale per mantenere un peso naturale; alterando i ritmi biologici, si desincronizza l’alimentazione e si modificano gli effetti nutrizionali degli alimenti sull’organismo. I soggetti che assumono spesso piccole quantità di cibo, definiti nibbing, mostrano vantaggi metabolici e sul controllo del peso rispetto a coloro che assumono grosse quantità di cibo con scarsa frequenza, detti gorging.
Per night eating sindrome si intende invece un comportamento alimentare tendente a eccessi in tarda serata o durante la notte che spesso si associa a sovrappeso. Infatti, il nostro organismo è programmato per ridurre le sue richieste energetiche progressivamente dall’alba al tramonto.
L’incongruenza tra ritmi biologici e abitudini alimentari e la riduzione dell’attività fisica sono tra le maggiori cause del sovrappeso e dell’alimentazione emotiva, cioè la confusione tra stimoli emotivi e alimentari.
La difficoltà a riconoscere e accettare le proprie emozioni può spingere a utilizzare comportamenti che tentano di dissiparle. Molti studi e l’esperienza clinica dimostrano che nella maggioranza delle persone in sovrappeso con episodi di alimentazione emotiva sia presente una bassa tolleranza alle emozioni.

Mirna Moroni

Psicologa, Psicoterapeuta, Presidente dell'Associazione Scientifico-Culturale Professione Psicologo