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Napoleone, la Stele di Rosetta e il rum

Nel 2022 si festeggiano i duecento anni dalla decifrazione della famosa stele

Nel periodo 1798-1801 Napoleone Bonaparte impegna le truppe francesi in un complesso di operazioni volte a conquistare l’Egitto e la Siria. Un risvolto interessante che assunse la Campagna d’Egitto, oltre alle ricadute militari, fu quello scientifico. Unitamente ai soldati partirono anche numerosi studiosi, chimici, fisici, botanici, zoologici, architetti, ingegneri e matematici. Scienziati il cui prezioso apporto ha contribuito alla realizzazione di un capolavoro editoriale, pubblicato nel 1829, il cui titolo completo è Descrizione dell’Egitto, o la raccolta di osservazioni e ricerche fatte in Egitto durante la spedizione dell’esercito francese. Un’opera a cui hanno collaborato 160 scienziati, divisa in tre parti: Antiquités, dedicata a reperti e monumenti di epoca faraonica; État Moderne, sull’architettura araba, e Histoire Naturelle, sulla zoologia, botanica e mineralogia. La parte narrativa e descrittiva è corredata da meravigliosi disegni, 3.000 tavole, che rappresentano sia i reperti archeologici sia la flora e la fauna locali. Di questo volume ne esistono al mondo solo poche copie, che appartengono ad alcune dinastie reali. Durante la Campagna d’Egitto è stata ritrovata anche la Stele di Rosetta, in località El Rashid, latinizzato in Rosetta. Fu un capitano dell’esercito napoleonico, l’ufficiale Pierre-François Bouchard, a rinvenire questo prezioso pezzo di roccia del peso di 760 chili, una lastra in basalto nero che rappresenta un frammento della stele ma anche un reperto storico di fondamentale importanza. Purtroppo i restanti pezzi, nonostante le numerose ricerche, non sono stati mai trovati. La stele arreca il testo di un decreto emesso in onore del faraone Tolomeo V in occasione del primo anniversario della sua incoronazione. L’iscrizione è espressa in tre differenti grafie: geroglifici, demotico e greco antico. I geroglifici erano la scrittura usata per atti ufficiali di particolare importanza, mentre il demotico era usato per documenti ordinari. La parte in greco ha consentito di decifrare la lingua egizia e di conseguenza, per la prima volta, l’alfabeto. Napoleone, da amante della cultura e della civiltà egiziana aveva fondato al Cairo, nel 1798, l’Istituto d’Egitto e comprese prontamente che si trattava di una scoperta rivoluzionaria. Decise, infatti, di farne fare alcune copie. Una di queste, conservata oggi al Museo Egizio di Torino, venne studiata da Jean-François Champollion, archeologo ed egittologo che, nel 1822, riuscì a tradurre e a decriptare i geroglifici. Nel 2022 si festeggiano i duecento anni dalla decifrazione. La stele, dal 1802, si trova al British Museum a Londra, in seguito alla sconfitta subita, in territorio egiziano, dall’esercito francese per mano delle truppe britanniche. Sempre a Napoleone si deve la nascita del rum agricolo, quello ottenuto dal succo della canna da zucchero. Il 21 ottobre 1805 è la data della famosa battaglia di Trafalgar, che ha visto protagoniste la flotta franco-spagnola e la Royal Navy, comandata dall’ammiraglio Horace Nelson. Quest’ultimo ottenne una schiacciante vittoria, ma venne colpito a morte. Il suo corpo tornerà a Londra dentro una botte di rum. A seguito della sconfitta subita, Napoleone decide di colpire il nemico in modo diverso. Emana il Blocco Continentale. Si tratta, in pratica, del divieto di attracco per la flotta britannica nei porti delle colonie francesi. Una conseguenza inaspettata è la progressiva carenza, in Europa, dello zucchero di canna che proviene dalle colonie caraibiche. Grazie all’invenzione di uno scienziato tedesco, Franz Karl Achard, nasce il primo stabilimento per la produzione di zucchero dalla barbabietola. In breve tempo le fabbriche si diffondono in tutta Europa anche grazie alla nascita, voluta sempre da Napoleone, della coltivazione sperimentale della barbabietola. Nei salotti europei torna lo zucchero. Le colonie francesi, non potendo più esportare lo zucchero di canna, decidono di utilizzarlo per sperimentare, con successo, la produzione del rum agricolo. Ancora oggi in Martinica, Guadalupe e Haiti viene prodotto questo distillato che, nel corso del tempo, è sempre più diventato un prodotto di altissimo livello qualitativo, tanto da essere tutelato da un apposito disciplinare.

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