Fratelli d’Italia

Cesare Proietti (Christian De Sica) è un burino romano che lavora come commesso in un negozio di scarpe e sogna la bella vita; organizza una vacanza con gli amici, ma perde il traghetto e si imbatte in maniera fortuita nella bella e ricchissima Turchese (Nathalie Caldonazzo) che lo scambia per il figlio di un industriale e lo invita a passare una vacanza in Costa Smeralda tra ricconi, a bordo di uno yacht. Mentre è a pranzo con gli aristocratici, Cesare decanta le proprietà afrodisiache degli scampi, suscitando un ilare scambio di battute con l’amica sovrappeso di Turchese (lui: «Lo sapevate che gli scampi sono afrodisiaci?». Lei: «Sì, ma sono anche tanto pesanti». Lui: «Ti si rinfacciano?». Lei: «Mica ho capito.». E lui: «Ti si ripropongono? Li rivedi?»).
Neri Parenti diresse nel 1989 questo film scritto dagli specialisti in cinepanettoni Enrico e Carlo Vanzina. Il film è diviso in episodi che hanno curiosamente come unico elemento comune una Fiat Tipo prima serie – eletta auto dell’anno appunto nel 1989 – che viene noleggiata da tutti e tre i protagonisti.
Nel secondo episodio assistiamo alle gesta di Roberto Marcolin (Jerry Calà), playboy veronese che si diverte a scommettere con gli amici sul successo dei suoi tentativi di conquista, fino ad arrivare alla posta più alta: nientemeno che la bellissima moglie (Sabrina Salerno) del suo principale Gino Sauli (ricordate il Gian della coppia comica Ric&Gian? È proprio lui). Una circostanza sfortunata lo costringerà a rimandare l’esito della conquista (scoprirà che nell’hotel che ha scelto per il lieto incontro c’è anche il suo datore di lavoro). Ma alla fine non tutto sarà perduto.
Nell’ultimo episodio, Carlo Verdone (omonimo del celeberrimo attore-regista romano, interpretato da Massimo Boldi) è un tifoso milanista sfegatato che si reca a Roma per seguire Roma-Milan allo Stadio Olimpico. Per strada, però incappa sfortunatamente nei due violenti ultras Romolo e Remo (i mitici Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli), appena usciti di prigione, ed è costretto suo malgrado a fingersi tifoso romanista per evitare il linciaggio. Alla fine rinnegherà la sua fede calcistica e finirà picchiato da entrambe le tifoserie, nonché arrestato dalla polizia, guadagnandosi la prima pagina del «Corriere dello Sport».
Fratelli d’Italia è stato un successo commerciale (quasi un miliardo di lire di incasso) ed è uno dei più eclatanti esempi di commedia all’italiana nell’accezione più negativa del termine: comicità di grana grossa e una certa dose di volgarità…ma per gli spettatori non troppo esigenti le risate non mancheranno, garantito.