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Le Brassicaceae, amiche della salute e del palato

Una famiglia di erbe spontanee che, oltre a deliziarci con i loro sapori, rappresentano un cibo funzionale al benessere del nostro organismo

Siamo in marzo e, andando per campi e boschi, si comincia a respirare aria primaverile. Le nostre amiche erbe spontanee si fanno notare con le loro rosette basali e i primi germogli. In questo particolare periodo, c’è una famiglia di erbe spontanee che, oltre a deliziarci con i loro sapori, rappresentano un cibo funzionale al benessere del nostro organismo. Stiamo parlando delle Brassicaceae, le progenitrici selvatiche dei cavoli.
Oggi le verdure coltivate – come cavolfiore, cavolo cappuccio, verza, cavolo rosso, cavolo nero, cavolo riccio, broccoli, cime di rapa, cavolini di Bruxelles, etc. – sono ritenute cibo-medicina per il nostro organismo. Evidenze scientifiche conosciute in tutto il mondo ce lo confermano: famoso il Piatto Sano dell’Harward Medical School, lo Smart Food dell’IEO (Istituto Europeo di Oncologia) diretto dal prof. Pier Giuseppe Pelicci, le edible wild greens della Piramide Alimentare Greca.
Ma sappiamo anche che le verdure coltivate negli ultimi 30-40 anni hanno perso la maggior parte dei loro micronutrienti a causa di un uso progressivo di diserbanti, fertilizzanti e ibridizzazioni finalizzate a ottimizzare gusto e contributo calorico a scapito dei metaboliti secondari, antiossidanti e fibre. Oggi purtroppo, in alcune popolazioni, il passaggio da un’alimentazione basata sulle verdure spontanee a quelle coltivate ha causato molti danni alla salute. I precursori spontanei dei nostri cavoli coltivati li abbiamo sempre disponibili e pronti per essere raccolti, naturalmente in habitat sani. Essi, assunti con regolarità, potrebbero rappresentare un’integrazione nutrizionale, grazie all’elevato contenuto di fitocomposti, ossia sostanze bioattive estremamente benefiche per la nostra salute.
Tra i principali fitocomposti presenti nelle Brassicacee ci sono i glucosinolati: essi sono composti contenenti azoto e zolfo, i quali svolgono la funzione di difesa. Sono conservati nei vacuoli (magazzini presenti all’interno delle cellule vegetali) allo stato inattivo; quando la pianta viene danneggiata, dall’attacco di un parassita o da un’azione meccanica, i glucosinolati fuoriescono ed entrano in contatto con un enzima, la mirosinasi che, attraverso un processo di idrolisi enzimatica, porta alla loro conversione in isotiocianati, tiocianati, indoli e nitrili.
Quindi, sia l’odore particolare che emanano le nostre Brassicaceae quando vengono cotte, sia la loro piccantezza da crude, derivano dalla presenza di tali sostanze.
I glucosinolati sembrano correlati favorevolmente a una ridotta insorgenza di patologie tumorali del tratto digestivo e una dieta ricca in queste sostanze è considerata con favore dai nutrizionisti. Inoltre, evidenze scientifiche hanno confermato che il glutatione, il più potente antiossidante prodotto naturalmente dal nostro corpo, è presente nei vegetali e soprattutto in quelli appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae. Il glutatione svolge la funzione di potenziare l’attività antiossidante di tutti gli altri antiossidanti (come vitamina C e vitamina E), ossigena le cellule, disintossica dai metalli pesanti, purifica il fegato, combatte le cellule cancerose.
Per le loro proprietà nutrizionali, le Brassicaceae spontanee possono essere inserite a pieno titolo tra i super food. Poche calorie – siamo al di sotto delle 30 kcal per 100 grammi – presentano un buon contenuto di vitamina A, vitamina C, vitamina K, acido folico, oltre che di minerali quali calcio, potassio, magnesio e fosforo.
Ma quali sono queste erbe della salute? Di seguito vi indico un elenco delle più conosciute, con i loro nomi scientifici e volgari in Umbria:

  • Bunias erucago (Cassella o Cascellore)
  • Diplotaxis erucoides (Rapastella bianca)
  • Diplotaxis tenuifolia (Ruchetta selvatica)
  • Calepina irregularis (Calepina)
  • Alliaria petiolata (Alliaria comune)
  • Nasturtium officinale (Crescione d’acqua)
  • Capsella bursa-pastoris (Borsa del pastore)
  • Sinapis arvensis (Rapastella gialla)

 

Per chi volesse imparare a conoscerle e ad usarle in cucina, da domenica 6 marzo 2022 partiranno i primi corsi primaverili organizzati dall’Accademia Italiana Piante Spontanee.

 

www.accademiaerbecampagnole.eu

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Presidente Accademia Piante Spontanee