Il cioccolato nell’arte

La possibilità di essere plasmato nelle forme più diverse rende il cioccolato artistico per natura; la provenienza esotica inoltre, almeno all’inizio della diffusione in Europa, gli conferiva un valore ulteriore, comunque tuttora vivo. Il cacao ancora ai nostri giorni evoca lontani e ambiti paradisi tropicali. Quando apparve, era talmente raro e costoso da rappresentare uno status symbol ed entrò così ben presto negli usi dei ceti abbienti, per estendersi lentamente a tutte le classi sociali. Così nel Settecento i pittori cominciarono a introdurlo volentieri nei loro dipinti, soprattutto servito come bevanda in tazze di porcellana su tavolini in interni ben arredati (Jean-Étienne Liotard, Colazione d’una ragazza olandese, Collezione Earl of Bessborough). Sul piano estetico la sua valenza maggiore è legata al fatto che può diventare un potenziale materiale da plasmare e scolpire. Un settore importante al riguardo è la produzione per i bambini, che apprezzano il cioccolato sotto forma di bambole, orsacchiotti, soldatini e animali di ogni genere. Sul piano della fantasia La casina di cioccolata, fiaba nota a livello internazionale, è uno dei massimi riconoscimenti alla valenza estetica del cioccolato, anche se la dolce bellezza della casina nasconde un pericolo terribile: l’attraente costruzione di cioccolato, biscotti, canditi e marzapane è l’abitazione di una strega, che mangia i bambini. Nelle tradizioni perugine e umbre cacao e cioccolata sono fortemente radicati, come dimostrano due ricette tradizionali: i maccheroni dolci e la zuppa inglese. Fu anche grazie a questa presenza consolidata nella gastronomia locale che nacque e si sviluppò la Perugina, impresa destinata a grande successo. Partendo da un modesto laboratorio artigiano, crebbe fino a diventare una delle prime industrie del settore dolciario a livello internazionale. Forte di queste tradizioni, Perugia in anni non lontani ha dato vita a Eurochocolate, un evento che attira produttori e consumatori di cioccolata da tutta Italia, coinvolgendo gran parte della città, dalla periferia al centro storico. Uno dei momenti culminanti è quando in Corso Vannucci, sotto gli occhi del pubblico, gli artisti scolpiscono grandi blocchi di cioccolato fino a produrre sculture di bellezza effimera, diversa, ma non inferiore a quella ottenuta con materiali più duraturi. Il legame più stretto fra cioccolato e arte però va cercato nel campo della pubblicità, con esempi di assoluta eccellenza. Quando la Perugina affidò la sua promozione a Federico Seneca, il geniale artista produsse varie immagini di grande impatto. La più celebre è legata al Bacio, il cioccolatino della Perugina tuttora più famoso. Seneca, riprendendo con gran autonomia Il Bacio dipinto da Francesco Hayez nel 1859 e conservato a Milano nella Pinacoteca di Brera, nel 1922 creò un’immagine indimenticabile, destinata a diventare quasi il simbolo della fabbrica stessa.

Franco Ivan Nucciarelli

Direttore Scientifico Arte Italiana nel Mondo