Non solo bresaola

Nella tradizione conventuale è quasi una costante trovare felicemente coniugate erbe officinali con i piatti semplici della tradizione. I formaggi spalmabili venivano e vengono tuttora arricchiti con erbe, semi e polveri vegetali che il frate speziale non ha mai smesso di offrire anche sotto forma di infusi, tisane o tinture.
Come attestano antichi ricettari monastici e conventuali, tutto ciò era prassi già prima che – alla fine degli anni Ottanta – fosse coniato il termine nutraceutica, lo studio delle proprietà terapeutiche o patologico-preventive di alcuni alimenti. Esistono vari mix di erbe salutari da impastare con formaggi molli e delicati, ma un grande classico che qui si consiglia è quello che vede presenti – in proporzioni variabili – le seguenti erbe (o odori): origano, timo, rosmarino, santoreggia, basilico e maggiorana, amalgamate con uno chèvre (formaggio francese di capra, non invecchiato, di forma rotonda e schiacciata), con un nostrano caprino o una semplice ricotta. Una volta sminuzzate, si uniscono al formaggio e l’impasto ottenuto si inserisce in una fettina di bresaola i cui lembi vanno richiusi come fossero quelli di un piccolo sacchetto e legati con uno stelo di erba cipollina. Tre o quattro di questi formano una porzione da accompagnare a un’insalata mista tenera di valeriana, unita a qualche velo di ravanello e a una julienne di carote. Questa insalatina condita con dell’olio extravergine di oliva e poco sale accompagna mirabilmente la nostra bresaola farcita, piatto estivo leggero e molto gustoso e, soprattutto, salutare. Perché? Vediamo quali sono gli apporti benefici di tali ingredienti.

  • ORIGANO: le sommità fiorite (reperibili da giugno a settembre) incentivano la secrezione dei succhi gastrici, aiutano la digestione, attenuano le contrazioni intestinali ed eliminano i gas.
  • TIMO: da sempre utilizzato non solo per le caratteristiche aromatiche, ma anche per quelle antisettiche che contribuiscono alla conservazione degli alimenti nei quali è presente. Tali proprietà sono utili a combattere le fermentazioni e le infezioni intestinali, normalizzando i processi digestivi.
  • ROSMARINO: recenti studi del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa (2016) attestano che questa sorprendente erba officinale può aiutare a sopprimere i tumori. L’erboristeria classica conferma da secoli che il rosmarino possiede proprietà digestive, antispasmodiche e carminative; stimola la sudorazione e la diuresi ed è un potente antisettico naturale.
  • SANTOREGGIA: viene raccolta, in piena estate, la parte aerea per il suo aroma molto gradito in gastronomia. Attenzione agli eccessi: gli oli essenziali contenuti nella pianta possono provocare alterazioni al sistema nervoso e gastrointestinale. Senza eccedere, ha al contrario virtù digestive, antispasmodiche e carminative.
  • BASILICO: l’etimologia ne sottolinea la centralità. Il nome deriva infatti dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikón (ṓkimon), pianta regale, maestosa. Le sue particolari virtù salutari rappresentano un primo passo verso il completamento di una buona digestione. Non solo: nella pratica erboristica è apprezzato per alleviare i disagi delle costipazioni, per le gastriti, per i catarri intestinali, per il meteorismo e per i crampi allo stomaco.
  • MAGGIORANA: è coltivata da molto tempo per le originali caratteristiche aromatiche e le sue proprietà utili a stimolare la secrezione dei succhi gastrici e destare l’appetito. Agisce normalizzando i processi digestivi, bloccando le fermentazioni, attenuando le forme dolorose intestinali.

Non solo: una cassettina di tali erbe aromatiche sul davanzale della finestra in cucina allontana gli insetti, segnatamente le zanzare. Vi pare poco?!