Eventi per la valorizzazione turistica dei territori

Gli eventi sono una crescente fonte di valore per i territori e per le imprese turistiche (ricettività e ristorazione in particolare). Gli eventi di successo, infatti, garantiscono animazione e vivacità socio-culturale per i residenti, visibilità e notorietà per il territorio e flussi di visitatori (escursionisti e turisti) con importanti ricadute economiche (dirette, indirette e indotte), sociali e ambientali. La letteratura di marketing del turismo, riconoscendo tale centralità, ha sottolineato la necessità di passare da un approccio spontaneistico a una gestione coordinata e pianificata degli eventi all’interno del portafoglio di attività della destinazione. 
Riconoscere che gli eventi non sono quindi tutti uguali, ma che hanno importanza e ruoli differenti, è strategico per i territori. Tali ruoli devono essere accuratamente definiti. Una possibile proposta di classificazione degli eventi utilizza due criteri: finalità e forma di organizzazione 
Rispetto al primo punto (finalità), sulla base del target di clientela a cui l’evento si rivolge, è possibile distinguere fra: 

  • Eventi di comunità (target residenti);  
  • Eventi locali (target residenti, escursionisti e turisti già nella destinazione)  
  • Eventi turistici (target turisti dell’evento).  

Rispetto al secondo punto (organizzazione), sulla base del soggetto proponente, occorre distinguere:  

  • Eventi istituzionali proposti dalle organizzazioni pubbliche territoriali (comuni, DMO, ecc.);  
  • Eventi spontanei e volontaristici come le celebrazioni, feste e sagre organizzate dalle comunità locali in forma associata (Pro Loco, associazioni, ecc.);  
  • Eventi commerciali proposti da organizzazioni specializzate per soddisfare esigenze di svago e divertimento (concerti, manifestazioni sportive, ecc.). 

Questa classificazione permette di valutare da un lato il diverso impatto che l’evento ha sulla competitività turistica e dall’altro la difendibilità di tale fattore competitivo. Rispetto al primo punto, mentre gli eventi pensati per la comunità locale, gli escursionisti e i turisti già in loco sono un elemento di animazione dell’esperienza turistica, gli eventi costruiti come prodotto ad hoc capace di attrarre flussi turistici autonomi diventano dei veri e propri attrattori della destinazione. Rispetto al secondo punto è evidente che, mentre gli eventi organizzati dall’ente pubblico territoriale o dalla comunità locale diventano fattori di differenziazione e di competitività altamente site specific e per tale motivo difendibili, gli eventi della seconda tipologia, in quanto gestiti da organizzazioni senza vincoli territoriali, risultano difficilmente difendibili se non all’interno delle strette logiche del mercato. 
Per concludere, nell’attività di elaborazione del piano di marketing turistico della destinazione, il destination manager dovrebbe definire un vero e proprio portafoglio eventi (o cartellone eventi) assegnando ruoli e risorse differenti sulla base delle considerazioni sopra indicate. 

Fabio Forlani

Ricercatore e Docente di Marketing delle Imprese Turistiche presso il Corso di Laurea in Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Perugia Sede di Assisi