Non noci ma… noci di cocco!

Data la difficoltà a trovare una produzione cinematografica strettamente legata alle noci, abbiamo scelto di parlarvi di questo capolavoro dei fratelli Marx, vera e propria pietra miliare nella storia della settima arte.  
Il primo film dei fratelli Marx è anche uno dei primi film sonori della storia del cinema: come potrebbe essere altrimenti? Sarebbe impensabile togliere la voce a Groucho, che, con i suoi giochi di parole, dà inizio a un filone del cinema comico ancora oggi in salute (qualcuno conosce un certo Woody Allen?). Due dei grandi successi del favoloso trio sui palcoscenici di Broadway erano stati Animal Crackers e The Cocoanuts; quest’ultimo venne trasposto praticamente tale e quale nella versione cinematografica del 1929, ma l’adattamento al differente ritmo narrativo e linguaggio non ne soffrì più di tanto: sono passati novant’anni esatti, ma il divertimento è rimasto inalterato.  
Il film è una commedia musicale che alterna scene di ballo alle gag dei nostri protagonisti (e a due notevoli performance strumentali, una di Harpo all’arpa, e l’altra di Chico al pianoforte – già, perché i due compari del baffuto istrione occhialuto erano anche ottimi musicisti); sullo sfondo, un’esile trama romantica che non vale nemmeno la pena di essere riassunta tanto è ininfluente. A contare sono le performance dei fratelli: la perfetta, mirabile simbiosi tra i tre rispettivi personaggi genera alcune scene madri indimenticabili, come la sequenza iniziale nella hall (i dipendenti dell’albergo di cui Groucho è il direttore vogliono essere pagati e la sua memorabile risposta è: «Voi volete il mio denaro? Io chiedo forse il vostro? Supponete che i soldati di George Washington avessero chiesto del denaro, cosa pensate che ne sarebbe ora di questo Paese? E cosa ne è di Washington ora?»), l’asta truffaldina, la sequenza delle camere confinanti e la festa tzigana finale. E poi c’è Margareth Dumont, la donnona ricca che Groucho cerca sempre di sedurre (ovviamente non per ragioni sentimentali) e che finisce puntualmente per offendere («Non penso che mi amereste se fossi povera» e Groucho «Vi amerei, ma terrei la bocca chiusa»).  
Insomma, dove arrivano loro, che sia un albergo di fama, un’asta pubblica o un ricevimento, tutto viene stravolto e regna il caos. Il senso di tutto questo? Scardinare le regole della società, mostrare il lato assurdo delle convenzioni sociali, aprile allo spettatore gli occhi su quante regole ridicole l’uomo si è autoimposto. È la lezione dei grandi comici. All’epoca in patria fu un così grande successo che decretò la nascita di tre nuove grandi star, che in seguito avrebbero fatto anche di meglio (un film su tutti: La guerra lampo dei fratelli Marx) ma, come ssuol direla prima volta non si scorda mai.