La strana coppia

Walter Matthau e Jack Lemmon sono i protagonisti della straordinaria commedia La strana coppia. Essi sono l’uno l’esatto opposto dell’altro ma, in seguito a varie vicissitudini, si trovano a vivere nello stesso appartamento; ne succedono di tutti i colori, ma, alla fine, la convivenza trova un suo equilibrio.
Il caffè e il vino sono il Lemmon e il Matthau della tavola: non sembra esserci possibilità di accordo. Questo è vero se pensiamo alla tazzina e al calice di vino, ma se guardiamo il caffè con una prospettiva differente lo scenario cambia e si aprono orizzonti di possibilità.
Un abbinamento diviene fattibile quando il caffè viene utilizzato per caratterizzare le sfumature organolettiche di un piatto. In linea di massima l’aggiunta del caffè tende a esaltare l’aroma del piatto stesso, ma anche a intensificarne le sfumature amarognole e a sviluppare una leggera sensazione di acidità. In questo caso la scelta del vino si può indirizzare verso una decisa intensità gustativa e su spiccate sensazioni di morbidezza. Nel caso in cui il piatto richieda dei vini rossi, questi dovranno essere dotati di tannini particolarmente gentili per non risultare aggressivi, in quanto la frazione polifenolica del vino tende a irrigidirsi quando associata alle sfumature amare date proprio dal caffè. Vale la pena ricordare che l’utilizzo del chicco o della polvere rispetto al caffè infuso, risulta essere più amaro e tendenzialmente più acido, mentre l’aroma dipende ovviamente dalla tipologia della miscela e dalla sua tostatura. Con una semplice crostatina di ricotta al caffè condito con paprika, origano e rosmarino, ricco di aromaticità e tendenza dolce si può optare per uno Spumante dalla personalità moderata come un Franciacorta Satèn. Con un risotto al taleggio, confettura di fragole e polvere di caffè, ricco di profumi e supportato da una nota di fondo tendenzialmente grassa e dolciastra, si avranno convincenti risultati con un vino bianco di ottima struttura e dalla rinfrescante beva, sostenuta da acidità e piacevole persistenza: il Verdicchio di Matelica o un Kerner dell’Alto Adige saranno un ottimo accompagnamento. Con un bel trancio di tonno impanato in un mix di caffè, peperoncino dolce, sesamo e cumino la giusta forza di un Rosato salentino o un Nerello Mascalese etneo – sempre nella tipologia Rosato – saranno capaci di esaltare le differenti sfumature di questo piatto. Per un gustoso secondo, come un arrosto di vitello accompagnato con una deliziosa salsa a base di caffè, senape, limone e miele di castagno il vino in abbinamento dovrà essere intenso sia nei profumi sia nel gusto, ma soprattutto provvisto di tannini docili e levigati: un grande Valpolicella Ripasso o un Vino Nobile di Montepulciano ancora meglio se pienamente evoluto. Il dessert più amato con il caffè è sicuramente il tiramisù e qui nessun dubbio sulla scelta del vino: un ottimo Passito di Pantelleria metterà tutti d’accordo, a meno che non sia stato utilizzato del Marsala nella preparazione del dolce: in questo caso l’abbinamento a un Marsala nella tipologia dolce o semisecco è una scelta obbligata. Non resta altro che provare!

Gianluca Grimani

Sommelier AIS Umbria, Responsabile Degustatori e Progetti Editoriali AIS Umbria