Cipolla di Cannara, dolce e inconfondibile

La cipolla di Cannara è un prodotto legato indissolubilmente al suo territorio. Non ha un seme specifico che la differenzia da altre cipolle, ma il fatto di essere coltivata proprio a Cannara la rende unica e una vera prelibatezza gastronomica.
«Il segreto va ricercato nella conformazione e nella composizione del terreno di Cannara, di origine lacustre, sabbioso-limoso e dotato di dolce declività, la quale assicura agli appezzamenti un ottimo drenaggio. Insomma, è un terreno perfetto per coltivazione di bulbi.» spiega Alessia Sirci, del Consorzio Cipolla di Cannara.
La presenza nel territorio ha origini lontanissime: le prime tracce documentate risalgono al 1500 quando i cannaresi portarono per la prima volta al mercato di Assisi questo prodotto; ma è nel 1800 che è certa e documentata la coltivazione dell’aromatico bulbo.
Un prodotto che ha qualità e proprietà uniche ed eccellenti, a cominciare dalla dolcezza e tenerezza della polpa.
«Tre sono i tipi di cipolla che vengono coltivati a Cannara: la rossa, la dorata e la piatta, unite da aroma e consistenza, ma ognuna con caratteristiche diverse che ne consentono un utilizzo molto variegato. La cipolla rossa, quella che più si identifica con Cannara, si può consumare anche cruda in insalate, con il pesce o in crostoni, oppure si può impiegare per marmellate e composte. La cipolla dorata è ideale invece per sughi, parmigiana e zuppe. Infine, la cipolla piatta è perfetta per essere impiegata nelle ricette al forno.» illustra Alessia Sirci.
La produzione negli ultimi anni è aumentata perché è cresciuta anche la richiesta del prodotto. Anche i coltivatori si sono moltiplicati.
«Inizia a farsi conoscere anche fuori dall’Umbria, in particolare nel centro e nel nord Italia. La prossima tappa è quella di conquistare la certificazione IGP, che ancora purtroppo non le è stata conferita.» prosegue Sirci.
Far conoscere e pubblicizzare il bulbo cannarese è da sempre l’obiettivo primario del Consorzio Cipolla di Cannara, nato nel 2003 grazie all’intuizione dell’attuale presidente, Carlo Sirci.
«Lo scopo dei quattro soci è di valorizzare la produzione della cipolla e di assistere i coltivatori in tutte le fasi, dalla semina alla commercializzazione, salvaguardando così anche quelle micro-realtà produttive – spesso a carattere familiare – altrimenti destinate alla dispersione.» conclude Alessia Sirci.
Questo importante prodotto tipico locale è il vero indiscusso protagonista, da quarant’anni, dell’ormai celebre Festa della Cipolla di Cannara, dove si possono assaporare i piatti più disparati, tutti rigorosamente a base di cipolla.
«Quest’anno, per cause di forza maggiore, la Festa è saltata. In occasione del weekend della Mostra Mercato della Cipolla, però, Cannara è stata animata da eventi e street food.» spiega Roberto Damaschi, presidente dell’Ente Festa della Cipolla di Cannara.

Agnese Priorelli

Giornalista