Riflettori puntati sulla 64a edizione della Guida Michelin

Ne è passato di tempo da quando Gualtiero Marchesi, con il suo ristorante milanese, ottenne – primo in Italia – le ambite tre stelle Michelin. Nonostante Marchesi, nel 2008, abbia deciso di restituire le stelle a seguito di una polemica sul sistema di valutazione della guida, sono ancora molti i professionisti che s’impegnano per aggiudicarsi questo importante riconoscimento.
Oggi, dopo trentadue anni dalle tre stelle di Marchesi, sono solo dieci in Italia gli chef a meritarsi il viaggio per la loro cucina unica: Mauro Uliassi, con il ristorante Uliassi di Senigallia, diventa infatti il decimo ristorante tristellato italiano. Ma le novità non finiscono qui.
Rispetto all’anno appena trascorso sono 29 i ristoranti che hanno guadagnato una stella e – dato non di poco conto – 15 di questi sono guidati da chef con un’età pari o inferiore ai trent’anni, a dimostrazione di come l’Italia riesca a sfornare dei piccoli enfant prodige in ambito culinario. Un po’ piatta è invece la situazione al secondo gradino del podio: il numero dei due stelle infatti non subisce particolari variazioni; semmai si registra un’unica perdita, che ne fissa il numero a 39.
Le differenze regionali si fanno sentire anche stavolta: la regione investita dal maggior numero di novità è il Piemonte, dove Antonino Cannavacciuolo, con gli chef Nicola Somma e Vincenzo Manicone, conquista altre due stelle Michelin, ripartite, rispettivamente, nel Cannavacciuolo Bistrot Torino e nel Cannavacciuolo Caffè & Bistrot. A rimpolpare la classifica piemontese ci pensa anche Enrico Bartolini che, con lo chef Gabriele Boffa della Locanda del Sant’Uffizio Enrico Bartolini, si aggiudica una stella.
Consistenti sono, invece, le novità al Sud. La stella Michelin ritorna in Basilicata – nel ristorante Vitantonio Lombardo dello chef omonimo a Matera – e in Calabria, al Qafiz dello chef Nino Rossi. In Sicilia, Giovanni Solofra guadagna una stella per il ristorante St. George by Heinz Beck, mentre in Sardegna i riflettori sono puntanti sul ConFusion Lounge dello chef Italo Bassi.
Resta però la Lombardia la regione più stellata, con i suoi 60 ristoranti e le sue 2 novità; seguono il Piemonte (45 ristoranti, 5 novità), la Campania (43 ristoranti, 6 novità), il Veneto (39 ristoranti, 2 novità) e la Toscana (36 ristoranti, 3 novità). Ribaltata è la classifica per provincia, capeggiata da Napoli – seguono Roma, Bolzano, Milano e Cuneo.
Non mancano novità nemmeno sul versante Bib Gourmand, il riconoscimento che spetta a quelle strutture che offrono menu completi a meno di 32 € (35 in città): sono infatti 21 i nuovi ristoranti col migliore rapporto qualità/prezzo. In testa si colloca l’Emilia Romagna, seguita da Piemonte, Lombardia, Toscana e Veneto, che contano rispettivamente 33, 29, 28, 27 e 24 strutture Bib Gourmand.
Sono stati altresì assegnati i premi speciali 2019: la Locanda Devetak di Gorizia si è aggiudicata il premio Passion for Wine, la Casa Perbellini di Verona quello per il Servizio di Sala, la Bottega del 30 di Siena quello della Qualità del Tempo e I Portici di Bologna il Premio Giovane Chef. Al 4 marzo 2019 è invece rimandata l’assegnazione del Premio Donna Chef.
Non resta quindi che consultare la guida – o l’app, scaricabile gratuitamente – per ripercorrere le orme degli ispettori Michelin e sperimentare tutta la dinamicità che offre panorama gastronomico italiano.

Eleonora Cesaretti

Giornalista, Dottoressa in Lettere Moderne e in Informazione, Editoria e Giornalismo