Afrodite nel piatto

Si dice che colpisca dritto al cuore, e alla gola, della persona amata. Se Afrodite fosse in cucina sarebbe davanti a un piatto di astice, che stimola non solo il nostro cervello, a cui regala un grande apporto di fosforo, ma, sembra, anche il nostro desiderio. Solo credenze forse, ma che mettono in moto meccanismi psicologici desiderati.
Chiariamo anche ogni dubbio: l’astice ha le chele. E non chiamiamolo, quindi, aragosta! Marrone con chiazze gialle o macchiato blu, rarissimo ormai quello completamente bluastro che ha dimensioni maggiori e una forma più affusolata, e si dice carni migliori. Gli astici, l’Homarus americanus e l’Homarus gammarus, cioè rispettivamente l’astice americano ed europeo che ci ritroviamo nel piatto, vivono nelle acque fredde del Nord America e nelle coste atlantiche della Francia, della Gran Bretagna, della Norvegia, ma anche nel Mediterraneo. Questi crostacei amano i fondali rocciosi a profondità relativamente moderate, attorno ai 50 m, ma si possono trovare esemplari fino a 700 metri. Si nutrono principalmente di pesci e molluschi e sono animali molto territoriali che ingaggiano lotte furiose con altri esemplari di sesso maschile per difendere il proprio territorio e che spesso si traducono in antenne o chele mancanti (fortunatamente queste ultime ricrescono in un paio di giorni). Inoltre, per poter crescere, gli astici devono perdere la loro corazza e alcune specie sopravvivono anche per cinquant’anni. L’astice-record, pescato nel New England nel 1934, pesava 20,14 Kg e si pensa avesse almeno 100 anni di età.
La carne dell’astice è elastica e compatta, dal sapore deciso ed elegante, e si abbina molto bene con vari tipi di pasta per dei primi piatti superbi. Per vivere un piccante Capodanno in coppia si potrebbe iniziare con un aperitivo a base di chicchi di melagrana e Prosecco o un Rosato di bollicine, per passare poi all’antipasto afrodisiaco per eccellenza: l’ostrica in salsa allo Champagne, magari con l’infallibile grattata di tartufi. Dopo questo trendy appetizer, ecco le linguine all’astice, un classico intramontabile. A seguire astice avocado e lime, dove il crostaceo viene bollito in un profumato court bouillon (acqua, vino bianco, finocchio, alloro timo, ginepro, cipolla, sedano), fatto raffreddare, e la polpa condita poi con olio, sale, pepe e coriandolo e servita con l’avocado a fette con accanto il lime. Oppure un ottimo tradizionale astice alla catalana, con pomodori e cipolla, magari quella umbra di Cannara. Infine, via libera alla gustosissima torta al cioccolato e peperoncino, per chiudere poi con il gelato allo Champagne, una sorta di affogato molto invitante.
Alcune curiosità. Nel Surf’n’Turf , un piatto di carne e pesce insieme molto diffuso nelle steakhouse negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, l’astice convive con la carne rossa, spesso un filet mignon, entrambi per lo più grigliati. E ancora il Lobster Roll, un panino all’astice nato nel 1929 e originario della East Coast americana, ha spopolato nel padiglione degli Stati Uniti nell’ultimo Expo di Milano. La versione della ricetta era quella ancora oggi più conosciuta: pane morbido da hot dog, condito con burro o maionese e farcito con astice cotto al vapore e succo di limone, sedano e lattuga. Una sorta di moderno street food rivisto in una chiave chic gourmand.

 

Marilena Badolato

Antropologa, Scrittrice, Giornalista, Critico Enogastronomico, Blogger