Anno 2020, 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio

Raffaello è un artista affascinante, con una vita spericolata. La sua morte prematura ha contribuito ad avvolgere la sua figura in un alone di mistero. Nel cinquecentenario della sua morte, numerose saranno le iniziative a lui dedicate e anche il Touring Club Italiano, che festeggia 126 anni, gli ha reso omaggio con diversi articoli e scritti e suggerendo un itinerario storico-turistico sulle sue tracce. Raffaello nacque a Urbino nel 1483 e lì è cominciato l’iter, con una mostra di 80 capolavori – chiusasi il 19 gennaio scorso – dal titolo Raffaello e gli amici di Urbino. La seconda parte del titolo si riferisce a un gruppo di artisti, tra cui Pietro Vannucci, il Perugino, con i quali Raffaello si è confrontato e da cui sono nati interessanti scambi e collaborazioni.
Raffaello arriva in Umbria a soli 16 anni; qui realizza alcune opere che costituiscono uno snodo fondamentale nella sua formazione artistica, fortemente influenzata, almeno in un primo momento, dal maestro Pietro Vannucci. Siamo a Città di Castello; l’anno dopo già opera in qualità di Magister iscritto alla Corporazione dei Pittori, ottenendo il suo primo contratto. Realizzerà tre opere importanti, non più presenti nella città tifernate: la Pala di San Nicola da Tolentino per la cappella Baronci in Sant’Agostino, distrutta dal terremoto del 1789, e due pale d’altare, la Crocifissione Gavari per San Domenico – ora alla National Gallery di Londra – e lo Sposalizio della Vergine per la cappella Albizzini in San Francesco, oggi conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. A Città di Castello si può ancora ammirare il Gonfalone processionale della Santissima Trinità, che gli fu commissionato quale ringraziamento per la fine della pestilenza che aveva colpito la città. È esposto nella Pinacoteca Comunale unitamente a numerose opere legate alla sua influenza; l’amministrazione comunale ha lanciato il brand, anche in collaborazione con il Touring Club Italiano, Città di Castello, Rinascimento e Contemporaneità e, con soddisfazione, si è già registrato un incremento di turisti di oltre il 14%.
Raffaello si sposta poi a Perugia dove attiva una collaborazione con Bernardino di Betto detto Pinturicchio. Diventa il pittore delle famiglie nobili della città. La Madonna Ansidei gli fu chiesta per adornare la cappella di famiglia nella chiesa di San Fiorenzo dei Serviti; oggi è alla National Gallery di Londra. La Pala Baglioni, che sembra essere stata commissionata da Atalanta Baglioni per la Chiesa di San Francesco al Prato, doveva rappresentare lo straziante dolore materno della donna per l’uccisione del figlio Federico, detto Grifonetto, assassinato a seguito di vendette e faide familiari. Attualmente la parte centrale si trova presso la Galleria Borghese a Roma. Anche il casato degli Oddi ordinò a Raffaello una pala, nota anche come Incoronazione della Vergine: venne realizzata in modo inconsueto, in quanto figurativamente venne divisa in due parti. In alto, la Madonna con Gesù, sotto, gli apostoli. Fu oggetto delle spoliazioni napoleoniche ed è oggi conservata nella Pinacoteca Vaticana. A queste si aggiungono l’incompiuta Incoronazione della Vergine per le clarisse di Monteluce, completata successivamente da Giulio Romano e nota come Madonna di Monteluce, che si può ammirare ai Musei Vaticani e, soprattutto, il grande affresco per la cappella del monastero camaldolese di San Severo, con la Trinità e i Santi, unica delle numerose opere eseguite per Perugia che resta in città. Firenze successivamente lo accoglierà per quattro anni: agli Uffizi c’è il suo Autoritratto. Partirà poi alla volta di Roma, chiamato dal Papa Giulio II a decorare le Stanze Vaticane; fu apprezzato a tal punto da essere nominato Architetto di San Pietro dal successore di Giulio II, Leone X.
Un giovane geniale che purtroppo morì a soli 37 anni nel giorno del suo compleanno: originale, non volendo, anche in questo. In Umbria e in tutta Italia la macchina organizzativa partita da tempo consentirà agli appassionati del pittore marchigiano di apprezzarne le opere e i luoghi.
Una meravigliosa opportunità per viaggiare alla sua scoperta e a quella del patrimonio italiano di immensa bellezza.

Rita Rossetti

Console Touring Club Italiano