Una perla della Cantina Antinori

«Caro Piero… e come va il tuo cordon rouge? Mi si dice che hai fatto le cose da gran signore. Auguri di successo ovunque e duraturo».
Così terminava una lettera di Giacomo Puccini a Piero Antinori, nonno dell’attuale Piero Antinori, datata 19 marzo 1914. Puccini alludeva a un vino spumante prodotto proprio dagli Antinori. Dal 1904, Piero, con il fratello Lodovico, cercava di realizzare un sogno ambizioso, nato dal grande amore per le bollicine dello Champagne. Nel 1905 nasceva così il Gran Spumante Marchese Antinori.
La forte passione dei due antenati si è tramandata fino ai giorni nostri con Tenuta Montenisa: qui i vigneti a sud del lago d’Iseo rappresentano il cuore pulsante dell’odierna produzione spumantistica di Marchese Antinori, in Franciacorta dal 1999.
«È stata individuata questa zona una ventina di anni fa – io stesso l’ho suggerita – come luogo ideale per realizzare spumanti di qualità, una perla aggiunta alla già ottima produzione vinicola Antinori, che vanta oggi tenute in diverse parti d’Italia e nel mondo. La Tenuta Montenisa si compone di 65 ettari coltivati con le varietà che per tradizione meglio si prestano alla produzione del Franciacorta: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, producendo sei spumanti, di cui tre Millesimati» illustra Leo Damiani, direttore commerciale e marketing della Cantina Antinori. In un anno vengono prodotte dalle 350 alle 400.000 bottiglie di Franciacorta, focalizzandosi sulla qualità piuttosto che sulla quantità: «Oggi è bene produrre poca uva, ma vini più pregiati: si punta sulla qualità e i nostri spumanti e vini ne sono un esempio. Questa fu un’intuizione, 50 anni fa, di Piero Antinori che ha fatto fare un salto di livello all’azienda. Quest’anno la produzione è andata bene come qualità, che è molto alta, ma la quantità è stata minore a causa di alcune grandinate (la zona spesso ne è vittima). Le Cantine Antinori utilizzano solo le loro uve, non comprano nulla da altri viticoltori: seguiamo il prodotto dalla vigna alla bottiglia» prosegue Leo Damiani.
In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia Antinori ha sempre gestito direttamente l’attività vinicola con scelte innovative e talvolta coraggiose, ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. Tutto è iniziato nel 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri e, passo dopo passo, si è arrivati all’eccellenza attuale.
Oggi la società è presieduta da Albiera Antinori, con il supporto delle due sorelle Allegra e Alessia; il padre, Marchese Piero Antinori, è attualmente il Presidente Onorario della società.

Agnese Priorelli

Giornalista