Carne saporita e ricca di proteine

Gli astici sono crostacei decapodi della famiglia Nephropidae e del genere Homarus; dal punto di vista morfologico risultano particolarmente simili agli scampi o ai gamberi di fiume italiani mentre, rispetto al gruppo dei gamberi di mare, si distinguono per due grosse chele frontali, una più imponente dell’altra, con le quali cacciano e si difendono dai predatori, e quattro antenne delle quali un paio più lunghe e un paio più corte.
Depongono un notevole numero di uova, ma solo una su 10 schiude e raggiunge l’età adulta; hanno un regime alimentare basato prevalentemente su molluschi bivalvi-lamellibranchi, ricci di mare e altri invertebrati ma, occasionalmente, assumono pure un comportamento saprofago.
Esistono due specie di astici: quello europeo (specie Homarus gammarus) e quello americano (specie Homarus americanus). Quest’ultimo è diffuso maggiormente nell’oceano Atlantico, mentre l’Homarus gammarus si trova nel mar Mediterraneo; le due varietà sono simili, ma quella europea viene considerata di maggior pregio.
La pesca viene effettuata nel suo habitat naturale, spesso usando le apposite nasse per crostacei e usando come esca del solo pesce, come pezzi di polpo o di seppia. I tentativi di creare allevamenti di questo crostaceo non sono andati a buon fine a causa della sua aggressività. L’astice è presente nelle zone orientali dell’oceano Atlantico, dalla Norvegia nord-occidentale fino alle Azzorre e al Marocco. Si trova anche nel mar Mediterraneo a ovest di Creta e a nord-ovest del Mar Nero, ma non nel Mar Baltico.
È pregiato anche se non quanto l’aragosta, in quanto è più abbordabile per via del costo decisamente inferiore pur rientrando nella fascia di prezzo medio-alta. Nonostante l’aragosta sia più pregiata, non sono pochi, anche tra gli esperti, quelli a sostenere che la carne dell’astice sia più saporita di quella dell’aragosta, anche se quest’ultima risulta essere più delicata.
Il suo uso in cucina non è limitato esclusivamente alla preparazione di sughi e condimenti per primi piatti, ma viene servito anche come antipasto oppure come secondo piatto; le ricette che lo vedono protagonista sono numerose e si contano diverse variazioni regionali sul tema.
Gli astici hanno una polpa molto ricca di proteine ad alto valore biologico, sono poveri di lipidi, privi di carboidrati e, dal punto di vista energetico, notevolmente ipocalorici; si prestano dunque alle diete dimagranti, ma non a quelle contro le dislipidemie, poiché contengono elevate quantità di colesterolo.
Gli astici contengono un quantitativo di purine che li rende inadatti all’alimentazione dell’iperuricemico e del gottoso. Per quel che concerne le vitamine, gli astici apportano un buon quantitativo di quelle del gruppo B, in particolare di Niacina (vit. PP); in merito ai sali minerali spiccano sodio, potassio e fosforo. Un etto di polpa di astice apporta solamente 85 kcal ogni 100 g. Questo crostaceo appartiene alla lista di alimenti potenzialmente allergizzanti: sono dunque sconsigliati nei regimi alimentari durante la gravidanza, nel periodo dell’allattamento e non può essere somministrato ai bambini in fase di svezzamento.

Elisa Maestrini

Dietista, Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana