Un vero e proprio concentrato di energia

La mandorla è il seme commestibile del mandorlo, appartenente alla grande famiglia delle Rosacee. È una pianta longeva che può raggiungere anche 10 metri di altezza. La mandorla è una drupa ovoidale, che per certi versi ricorda la noce (i Romani chiamavano la mandorla noce greca) con una superficie verde, talvolta coperta da peluria; il guscio, legnoso e poroso, contiene al suo interno uno o due semi ricoperti da una sottile pellicola liscia o rugosa. Possono essere raccolte fresche nei mesi di aprile e maggio prima che il guscio sia lignificato oppure, semifresche nei mesi di luglio e agosto. Prima di poter essere commercializzate vengono sottoposte a svariati processi: smallatura, essiccazione, sgusciatura, pelatura, selezione e calibratura. È opportuno consumarle quando sono molto fresche; per questo motivo è consigliabile acquistarle in confezioni sigillate. Per quanto riguarda quelle sfuse, data la loro tendenza a irrancidirsi, è bene accertarsi della loro freschezza. Il problema non sussiste se le mandorle sono protette dal guscio. Se sgusciate, vanno conservate al riparo da aria, calore e luce; possono essere anche congelate. A livello culinario la mandorla viene usata per la preparazione di portate dolci e di piatti salati. Esiste anche una bevanda, il latte di mandorla; l’olio di mandorla ricavato dalla spremitura delle mandorle del tipo dolce è un prodotto utilizzato in campo cosmetico come lenitivo ed emolliente, ma può essere anche usato come alimento dalle proprietà lassative. Dal punto di vista nutrizionale le mandorle hanno un cospicuo contenuto di grassi (55,3 g ogni 100 g,) e una buona quota di sali minerali – magnesio 264 mg, potassio 780 mg, fosforo 240 mg, ferro 3 mg per 100 g di prodotto – e di vitamine, soprattutto la E (26 mg per 100 g). Sono inoltre ricche di calcio (240 mg ogni 100 g), sostanza che aiuta le ossa a essere forti e a combattere i problemi a esse legati: osteoporosi e problemi di fragilità possono essere quindi prevenuti, dando al nostro organismo una sostanza fondamentale per il suo corretto funzionamento. Si tratta comunque di un alimento piuttosto calorico (100 g di mandorla apportano quasi 603 kcal) e quindi va posta una certa attenzione nel consumo. Le mandorle possono essere dolci (le più coltivate) e amare, che contengono quell’amigdalina che può causare avvelenamento da cianuro: si riconoscono perché sono di colore più scuro e di forma più tondeggiante; queste non vanno consumate crude. Hanno tantissime proprietà: abbassano i livelli di colesterolo nel sangue, proteggono il sistema cardiovascolare, sono ottimi antiossidanti, energizzanti, leggermente lassative (ottime contro la stipsi), rafforzano e aumentano la densità ossea. Per riuscire a ottenere tutti questi benefici – senza però prendere peso – basta consumarne un massimo di 30 g al giorno, che corrispondono a circa 10 mandorle sgusciate. Si sconsiglia di acquistare quelle non pelate, dato che proprio nella pellicina ci sono la maggior parte delle proprietà benefiche. Il consumo di mandorle e, in generale, di frutta secca non è raccomandato a coloro che soffrono di calcoli renali o biliari; sono infatti ricche di ossalati, sostanze che potrebbero aggravare la situazione e comportare maggiori problemi.

Tabella 1: Composizione chimica e valore energetico delle mandorle dolci secche (per 100 g di alimento).

 

Composizione chimica e valore energetico per 100 g di parte edibile
Acqua (g) 5,1
Proteine (g) 22
Lipidi (g) 55,3
Carboidrati disponibili (g) 4,6
Fibra (g) 12,7
Energia (Kcal) 603
Sodio (mg) 14
Potassio (mg) 780
Ferro (mg) 3
Calcio (mg) 240
Fosforo (mg) 550
Magnesio (mg) 264
Tiamina o Vitamina B1 (mg) 0,23
Riboflavina o Vitamina B2 (mg) 0,4
Niacina (mg) 3
Vitamina A (µg) 1
Vitamina E (mg) 26

 

Elisa Maestrini

Dietista, Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana