L’iniziazione
Ci sono sapori che ti aspettano in silenzio, in fondo alla memoria. Quando li ritrovi capisci che ti stavano già raccontando chi saresti diventato. Da bambino, quando i miei genitori mi costringevano all’inevitabile e tedioso
Ci sono sapori che ti aspettano in silenzio, in fondo alla memoria. Quando li ritrovi capisci che ti stavano già raccontando chi saresti diventato. Da bambino, quando i miei genitori mi costringevano all’inevitabile e tedioso tour domenicale per visitare parenti e zie di cui a malapena ricordo il nome, c’era solo un dettaglio che mi consentiva di sopportare quella tortura: in ogni casa di quegli sconosciuti consanguinei c’era una bottiglia di Vermouth.
E come in un copione già scritto, appena varcata la soglia di ambienti adornati da improbabili merletti e mobili di formica, mi dirigevo verso la sala da pranzo, mi accomodavo e rimanevo in attesa. Era il preludio ad un cerimoniale prestabilito, la messa in scena di una funzione quasi religiosa: la vecchia zia dall’andamento tentennante che poneva al centro del tavolo piccoli bicchierini panciuti, orribili e pesanti, un piatto di dolcetti, e finalmente quella agognata bottiglia di Vermouth, che poteva essere lì da decenni.
Gli adulti parlavano fitto, io mi disinteressavo completamente con un falso sorrisetto di complicità, mentre osservavo quel liquido profumato scendere piano piano e mi godevo l’unico e indimenticabile momento in cui, ad un bambino, era consentito assumere alcol, seppur in quantità minima. Il perché lo facessero non l’ho mai capito: per quale motivo il Vermouth veniva considerato “diverso” da vino, birra, distillati e amari, rimane per me un mistero. Ma in fondo mi importava poco o nulla: quell’inebriante sensazione di calore sulla lingua, gli aromi e la dolcezza, le spezie che ti riempivano il palato, qualcosa di misterioso e di grande.
Sono stato “iniziato” dal Vermouth, sono entrato in questo modo in un mondo di piacevolezza che è da sempre protagonista della mia vita. Quel fascino primordiale non mi ha lasciato. Per carità, da allora è cambiato tutto, io, il Vermouth, il modo di considerarlo. Da trasgressione bohemienne a prodotto moderno e dinamico, oggi consumo Vermouth in un cocktail, lo verso in calici soffiati e leggerissimi, lo gusto liscio, a perfetta temperatura. Cambiano le prospettive. Passano le zie. Ma lui, il Vermouth, non tramonterà mai.