Dall’Emilia alla Castiglia, passando per l’Istria, la Foresta Nera e l’entroterra francese: viaggio nei paesi dove il prosciutto è diventato identità, economia e patrimonio gastronomico.
Dall’Emilia alla Castiglia, passando per l’Istria, la Foresta Nera e l’entroterra francese: viaggio nei paesi dove il prosciutto è diventato identità, economia e patrimonio gastronomico.
Dall’età del bronzo ai grandi protagonisti della cultura, della gastronomia e dell’arte: un viaggio tra curiosità, tradizioni e aneddoti che svela il valore di uno dei simboli della salumeria italiana.
Da sempre, dopo infiniti ristoranti e centinaia di cuochi conosciuti, alla domanda “Ma tu, che cosa ami davvero mangiare?” rispondo con la stessa risposta: pane e prosciutto.
Vino e prosciutto sono tra i piaceri più ghiotti della tradizione gastronomica italiana. In generale, l’abbinamento ideale nasce dall’equilibrio tra sapidità e freschezza, grassezza e acidità, aromi e delicatezza.
Tre cuochi umbri raccontano un ingrediente che supera il ruolo di salume: memoria, tecnica e ricerca si incontrano in piatti capaci di valorizzarne ogni parte, dall’osso al grasso.